La risposta:


La maggior parte dei partecipanti è puntuale, munita di carburante ma non tutti osservanti il consiglio d’essere muniti di pneumatici scolpiti. Il tema carburante si ripresenterà oltre metà percorso e farà bestemmiare il sottoscritto.
Prima della partenza svelo le strategie e tattiche ai miei aiutanti e poco dopo mi trovo, io che sul lavoro sopporto detestando gli ordini, ad impartirli. Qualcuno mi risponde anche: “signorSi”.
Primo guado:


La dimenticanza d’un proprietario terriero ci fa prendere il giro largo ed erboso ma compiacente a tutti.


 

Tutto liscio anche nell’ultimo tratto privato concordato.

 
 

Alle porte di Pieve di Soligo la dea bendata ci fa pagare pegno, pungendo il copertone tassellato di Riccardo. In un colpo solo perdo cavallo e torre, tre pedoni e un amico. Con tutti i tratti pseudo-problematici da fare posso contare solo sull’alfiere. Si rivelerà la pedina vincente. Colui che appiattisce le discrepanze, colma i miei vuoti, glorifica il mio tour, perché da Refrontolo al ristorante sopra Combai è stato il mio giro.
Ora passatemi quest’ultima similitudine storica di paragone ma quando ho visto venti moto parcheggiate sul piazzaletto di Collagù, credo d’essermi sentito come Annibale quando attraversò le Alpi per prendere alle spalle l’esercito romano. Solo chi c’era può sapere dove siamo saliti pur senza pericolare. Come il Condottiero perse parte del suo esercito, anch’io lungo la discesa, causa i resti d’una frana, perdo un mio componente, uno di quelli venuti da lontano, uno di M&T originale ed esclusivo. Col suo pachiderma ci saluta e rientra in terra bolognese dolorante.
Al ristorante, quasi puntuali; il rilassamento. Quando una persona così


salutandoti ti bacia sulla tempia, lodandoti per l’iniziativa enduristica, non ti resta altro che esternare il tuo IO


Mentre pranziamo piove. Non molto ma quanto basta per evitare la polvere nel prosieguo. Piovono anche accuse di sottovalutazione su pseudo servitù prediali di transito territoriale nei miei confronti da parte d’un non partecipante e tantomeno iscritto od invitato, ma non mi guastano la festa e non mi toccano ma seccano.
Poi la corsa riprende tra il licenziamento d’alcuni partecipanti. Ci aspetta il fango della Valsana dove il merito va a tutti, dove si ricavalcano vecchi miti

 

Si diventa leggenda

si ritorna a sorridere

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