SCAMPAGNATA EMILIANA ROMAGNOLA: IL REPORT

di Elver Caprara, ideatore del tour


Potrò mai fare un report di un mio giro come mi è stato chiesto?
Penso proprio di no: pur restando obiettivo, non credo spetti a me parlarne, eppure qualcosa di bello, di grande, di ormai raro ed essenziale è successo … e su questo non vi sono dubbi: devo parlarne, voglio parlarne.


Incredibilmente il tutto nasce ben 72 anni fa!

Cosa c’entra quell’ anno? C’entra eccome perché ha rischiato di rovinare irrimediabilmente la giornata a tutti i partecipanti. Si, la data è esatta, in quell’anno infatti un soldato esplose l’ordigno che ha generato la scheggia ed ora quel maledetto strumento di morte ancora reca danni e ci blocca sul nascere l’intero giro!

- Stooop!: gomma a terra! -



Non è possibile! Siamo solo alla prima salita e già tutti fermi!

Mannaggia, non bastava il ritardo alla partenza, inoltre qui siamo anche già lontani da tutto: sotto uno splendido sole ed un cielo terso, intorno a noi solo campi, vaste distese e colline, non un rumore… Che si fa?
La valvola è stracciata e la moto non si può muovere, ma nemmeno la si può abbandonare. Mentre tutti scalpitano per ripartire e recuperare il ritardo, c’è chi purtroppo non pensa già più al giro e si vede di dover affrontare, da solo, un sabato di guai e traversie.
Il centauro prostrato mi guarda sconsolato cercando da me un conforto che non posso dargli pur essendo l’unico che potrebbe, conoscendo i luoghi e gommisti più vicini. Ma abbandonare tutto il gruppo non mi è possibile: significherebbe mandare a monte quasi l’intero programma… Ciò nonostante occorre una soluzione, subito: adesso!.

E la soluzione infatti era li, facile facile, sotto gli occhi di tutti, anzi, accanto a tutti: proprio in mezzo a noi!

E’ sabato, sono aperti, ci penso io: carico la ruota, torno indietro e la porto da un gommista, dimmi solo che strada cialis devo fare e appena ho finito ti richiamo per vedere se riusciamo a vederci almeno a pranzo, sennò pazienza!
Non credevo alle mie orecchie: un piano perfetto ed efficace, risolutore della situazione che consentiva a tutti di ripartire come se nulla fosse stato. Più forte della maledetta scheggia che è rimasta lì dall’altro secolo per importunare proprio noi, più forte dei pur leciti individuali egoismi di ognuno di noi questo gigante è veramente l’unico, il solo che ha permesso a tutti di fruire del giro non solo materialmente, ma soprattutto restituendoci l’animo giocondo e sereno proprio della vera gita!

Ma…sorpresa!

Quasi a premiare tanto altruismo e generosità, ecco che spuntano una camera d’aria, delle leve, un compressore: Il gigante buono non è da solo!  Lui si china ed in un batter d’occhio cambia pure la ruota: si può ripartire!

Caro Ezio il mio report finisce qui, senza di te e gli Altri (dei quali non ricordo i nomi) previdenti e generosi, per tutti noi sarebbe stato un sabato da dimenticare ed invece lo ricorderò per sempre con gioia, soprattutto per la tua immediata, spontanea, altruista nonché intelligente proposta.
Questa è la prova che certi valori, se applicati, renderebbero la vita e la società immensamente migliori.

Grazie da parte di tutti EZIO!

Oltre a questo stupendo episodio ricorderò i freschi spruzzi del guado del Sillaro, i colori intensi dell’estate, le belle acque del Santerno, i boschi, l’aria frizzante e tersa, il sole sfavillante, il buon cibo… e una stupenda allegra compagnia impreziosita da due brave centaure senza paura.

Grazie a tutti…

E perché no? Con Persone così…: alla prossima!

Ciao da Elver



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