Prefazione del report.
Ora che il tour s’è compiuto devo dichiarare e motivare le mie scelte sul tracciato e sulla tempistica dello stesso, nonché sulle decisioni prese organizzativamente a salvaguardia dello stesso.
Ad abbracciare la politica del ns. Gruppo (fuoristrada leggero con moto da enduro stradale anche in coppia), ho inserito gli iniziali 80 km d’asfalto che hanno avuto due scopi ben precisi: far conoscere una parte della Marca Trevigiana (aspetto turistico) ed arrivare sulle sponde del Piave ad un orario di “limitazione rischio accertamenti” (aspetto fuoristradistico). Il tempo calcolato per lo sterro da li in avanti fino a giungere all’ostaria per il pranzo, l’avevo quantificato in 110/120 min. con andatura molto ma molto tranquilla, soste turistiche brevi, inconvenienti a parte. Per farmi aiutare dalla sorte avevo limitato la partecipazione a 20 moto pur ben sapendo che non avrei mai raccolto tante adesioni, anche in relazione ad alcuni tratti di difficoltà a livello 4 denunciati. La Transappenninica programmata in concomitanza ha avuto il suo ruolo.
Report.
Quando apriamo gli occhi, alle 7 di mattina, i primi rumori avvertiti sono i tuoni in lontananza e tutta quell’attività preparatoria ai temporali. Le nubi sono comunque distanti e ci risparmiano alla partenza ma dopo 15 km siamo costretti ad impermeabilizzarci. Non sono avvezzo alle bestemmie, ma in quell’occasione è stato veramente duro non cedere alle tentazioni nonché provocazioni della pioggia sempre più insistente.
Con immenso piacere al ritrovo c’è già qualcuno che ci aspetta. Ho solo il tempo per salutarli che sono tempestato dalle telefonate dei rinunciatari. WALTER da Zurigo è presente come i tre veneziani: MICHELE, ANDREA e VINICIO. Poi arrivano tutti gli altri, dal vicentino, dal padovano, dal trevigiano e perfino dal Lido di Venezia. Partiamo quasi puntuali e tutti in umido sotto le tute antipioggia. Alla chiesa dei Templari ce le togliamo e scattiamo la prima foto di gruppo.
Poi tutto liscio fino a S.Michele d/P. dove ci attendono MARCO e KATIA che scambiano MICHELE che si licenzia dal gruppo. L’orario è ottimale per lo scopo prefissato. La sponda destra del fiume sacro alla Patria, ospita 12 moto che scaricano sulle sue grave la potenza dei loro motori. Troviamo già molte pozze a testimonianza che il temporale mattutino s’è scaricato anche qui. Quando arriviamo alle prime pozzanghere su terra, in BlackPegaso si ridesta l’imprinting avuto probabilmente col precedente proprietario, 85.000 km. fa e sfrutta il mezzo, l’acqua stagnante, per raggiungere il suo fine: l’ammaraggio. La bestia meccanica avrà fatto questo ragionamento: ho le ali come le anatre; le anatre amano l’acqua: mi c’immergo anch’io ! Noi due montati eravamo già scoglionati per l’acqua presa dal cielo, ma vani sono stati i tentativi a dissuaderla. Per due volte abbiamo raccolto il limo sul fondo di quegli avvallamenti di terreno pieni di liquido marrone.
Poi in un batter d’ali abbiamo raggiunto le colline e collina dopo collina passando per un paio di tratti che hanno messo a dura prova riflessi e capacità dei partecipanti, dopo aver accumulato un’ora di ritardo al ristoro, ivi siamo giunti sotto una dispettosa pioggia. Accolti dallo sguardo incazzato dell’oste conscio oramai d’unire il ns. pranzo con la cena d’altri clienti, abbiamo invaso l’ostaria (la "a" non è sbagliata, in dialetto locale) col ns. vestiario intrinseco di pioggia e di sudore. Le cibarie ed il vinario sono stati apprezzati tra sorrisi, battute, racconti di vita ed avventure vissute. Proprio in questo frangente è emerso dal gruppo un altro personaggio interessante, carico di racconti ed esperienze motociclistiche vissute in prima persona: FRANCESCO. Simpaticamente eloquente, di compagnia e di smisurato riconoscimento.
Siccome io il giro lo avrei concluso con qualsiasi tempo, perché questa era la mia missione, a fine pasto molti sono gli arrivederci. In sei abbiamo attaccato il Cansiglio. All’inizio dello sterrato MARCO (Cagiva) si sente saturo e ci saluta. L’anello del Cansiglio non ci permette distrazioni osservanti sulla panoramica di fondo valle, è troppo fosco, annuvolato e ci accompagna sempre una noiosa pioggerellina. Il fondo roccioso ed a tratti anche smosso ci tiene vigili. Nel sottobosco il fogliame caduto e poltiglioso dalla pioggia, mette a dura prova la tenuta delle ns. moto. Raggiunto l’asfalto ANDREA e VINICIO non ci accompagneranno sulla Strada del Santo.
Una pista forestale di difficile manutenzione tanto d’averla estromessa al traffico veicolare (e qui lasciatemi vantare d’essere riuscito a farmi rilasciare un permesso per circolarci con 20 moto) per caduta sassi, fondo smosso a tratti ed in altri lastricato di roccia a scalini. Anche qui i ns. riflessi e capacità conduttive di mezzi a due ruote in fuoristrada, sono messi a dura prova. Ha smesso di piovere nell’occasione. Quei 7 km li gustiamo sudando metro dopo metro, tornante dopo tornante.
Giunti alla fine ci viene da dedurre che sarebbe stato un percorso molto selettivo per tanti dei partecipanti odierni e forse le scelte fatte sono state consone ed appropriate al buon esito finale del motogiro.
Non posso non pensare che in due montati l’avevo già percorsa cinque volte in salita questa strada che di santo ha veramente poco!
Onore al merito per FRANCESCO (Pd) e WALTER (Zh), ambedue su KTM, gli unici a percorrere tutti i 201 km del tracciato. WALTER mi è stato d’aiuto anche in altre non meno importanti circostanze: grazie!
Aperta la porta di casa mi sono piombati addosso i lt. di pioggia presa che m’hanno inzuppato l’abbigliamento in pelle e tutti gli interessi del kmtraggio di cui sopra forse fino a raddoppiarlo. C’è stato solo il tempo per un bagno caldo ed i ringraziamenti sul forum.
La bottiglia di Wildbacher, non bevuta all’ostaria ed asportata a domicilio per assorbirla in rilassamento e meditazione totale può attendere.
Che lo si sappia: in cantiere per il prossimo anno ho già la seconda parte del Tour Marca Trevigiana dove le parti interessate saranno il Quartier del Piave e l’Alta Marca, km e km in mezzo alle vigne di Prosecco e…..aspettate per vedere e sterrare.

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